13aprile2021

COMUNICATO STAMPA A.D.G.I.
Il 12 aprile il Giudice del Tribunale del Lavoro di Roma, ha ritenuto non manifestamente infondato il ricorso proposto da un gruppo di dipendenti della giustizia in servizio presso le cancellerie e le segreterie giudiziarie sull’ordinamento in cui devono essere inquadrati, e ha investito della questione la Corte Costituzionale.
Nel ricorso il personale giudiziario ha proposto al Giudice del Lavoro di essere considerato come appartenente all’ORDINAMENTO GIUDIZIARIO. Per la peculiarità dell’attività svolta, per responsabilità personali e finalità istituzionali, affermano, il loro lavoro comporta necessariamente che la dipendenza del Ministero della Giustizia debba essere regolamentato con una normativa speciale di settore adeguata e coerente. Tale normativa servirebbe a disciplinare in termini chiari e definiti da un lato le qualifiche, i compiti, le responsabilità e i percorsi di carriera.
Il regime vigente da oltre un ventennio ha impedito, come attualmente impedisce, la congrua valorizzazione ed il riconoscimento in termini retributivi della specifica professionalità dai lavoratori della giustizia.
La privatizzazione del rapporto di lavoro, infatti, in grave pregiudizio degli interessi della categoria, ha illegittimamente e irragionevolmente determinato l’inammissibile omologazione economico/giuridica del personale giudiziario al personale meramente amministrativo del comparto ministeriale e ora al personale amministrativo del più ampio comparto delle funzioni centrali (CCNL 23.12.2017 triennio 2016/2018) che ha determinato e determina l’ingiusto appiattimento professionale ed economico della categoria.
Si tratta di una assimilazione irrazionale e forzosa a categorie di personale non omogeneo che è preclusa nell’intrinseco dalla natura della prestazione di lavoro. Mentre il personale giudiziario, concorre all’attuazione della funzione giurisdizionale, i lavoratori ai quali sono oggi assimilati sono addetti ad attività lavorative strettamente amministrative che concorrono all’attuazione della funzione esecutiva ben distinta da quella giurisdizionale.
La differenziazione ontologica della categoria del personale giudiziario è scolpita dall’appartenenza dei lavoratori della giustizia all’ordine giudiziario come stabilito dalla legge (R.D. 30.01.1941 n. 12) e dai tassativi precetti in materia sanciti dalla costituzione (art. 108 c.1 Cost.).
Le funzioni processuali, di esclusiva competenza del personale giudiziario, evidenziano che l’attività dispiegata presso le segreterie e cancellerie giudiziarie concorre all’attuazione della funzione giurisdizionale ovverosia all’applicazione del diritto al caso concreto.
I personale giudiziario, insomma, integra la funzione giurisdizionale esercitata dai magistrati con una serie di atti strutturalmente connessi alla concreta realizzazione della giurisdizione.
Per la connotazione istituzionale delle competenze e delle funzioni d’ufficio il personale delle cancellerie e segreterie giudiziarie possiede ed è titolare di proprio speciale “status” giuridico che lo distingue rispetto alla generalità dei pubblici dipendenti. Non solo: la legge 1196/1960 che regolamenta le carriere e le qualifiche del personale delle cancellerie e segreterie giudiziarie stabilisce nell’art.1 la distinzione del personale delle cancellerie e segreterie giudiziarie in carriera direttiva e di concetto, e soprattutto stabilisce che fa parte dell’ordinamento giudiziario.
Il Presidente ed il Direttivo dell'A. D. G. I. - Associazione Dipendenti Giudiziari Italiani – condividono la soddisfazione dei colleghi che, credendo fermamente nella specificità del proprio operato, hanno proposto il ricorso al giudice del lavoro ed oggi hanno conseguito quello che, per ora, risulta essere solo un primo importante traguardo.
La Corte Costituzionale è stata finalmente investita di una questione che da anni veniva sollevata dal personale interessato: valutare la costituzionalità della privatizzazione del rapporto di lavoro del personale delle segreterie e cancellerie giudiziarie, personale che quotidianamente collabora e supporta il magistrato nell'esercizio della funzione giurisdizionale.
Confidando nell’accoglimento da parte della Corte Costituzionale della sollevata eccezione ci auguriamo che quanto riportato nell'ordinanza del giudice del lavoro segni un cambio di passo per il personale giudiziario e che le risorse del recovery fund siano destinate al settore Giustizia in un recovery plan che valorizzi il personale giudiziario, gruppo strategico per lo Stato, per il raggiungimento di obiettivi e di risultati efficienti per la domanda di giustizia avanzata dai cittadini.

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