Gentili colleghi ,
Vi avevamo già notiziato del risultato conseguito dai 315 giudiziari che, su input di questa Associazione A.D.G.I., avevano adito il giudice del lavoro sollevando l'eccezione di incostituzionalità della nostra posizione lavorativa all'interno del contratto pubblico e del provvedimento del Giudice che ha sospeso il procedimento con rimessione degli atti alla Corte Costituzionale. Naturalmente il ricorso coinvolge direttamente i colleghi ricorrenti ma, come già detto nel precedente comunicato, una pronuncia favorevole produrrà effetti positivi sull'intera categoria e comunque, anche in caso di pronuncia a noi contraria, si potrà adire direttamente la Corte Europea di Strasburgo senza esperire i tre gradi di giudizio nazionali. Gli Avvocati che abbiamo consultato ci hanno rappresentato la necessità di costituirsi anche davanti alla Corte Costituzionale per rafforzare il ricorso e rimarcare l'interesse nei confronti della questione sollevata. Comprendete tutti che questo è un passaggio importantissimo ed esclusivo nella storia lavorativa della nostra categoria di “operatori della giustizia”.Questo è il momento di non mollare perché le nostre rivendicazioni finalmente hanno avuto attenzione, quell’attenzione che meritiamo e che abbiamo inseguito in tutti questi anni; ora abbiamo un atto concreto che ci fa sperare nel riconoscimento del nostro servizio quale imprescindibile complemento nella funzione giurisdizionale del magistrato, con tutte le conseguenze che un eventuale accoglimento del ricorso potrà comportare. L'A.D.G.I. è nata proprio per questo, crede fermamente nella specialità del nostro servizio ed ha fortemente voluto questo ricorso perché crede che, in quanto appartenenti all'Ordinamento Giudiziario, i lavoratori delle cancellerie e segreterie giudiziarie non possano essere assoggettati a contratto pubblico di natura privatistica. La giustizia non si può privatizzare! Se ci uniamo il più possibile, se cresciamo, se diamo dei forti connotati identitari all’Associazione potremo far valere idee e diritti per migliorare il nostro status e per questo vi alleghiamo il modulo di iscrizione qualora non siate già iscritti e vi chiediamo di aiutarci anche solo con il passaparola. Il modulo compilato e scansionato va inviato all'indirizzo mail: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it. ed il contributo trattenuto dalla DPT e’ di solo un euro al mese. Per quanto riguarda la costituzione davanti alla Corte Costituzionale, per il ricorso pendente, viene richiesto ai ricorrenti un contributo di 10 euro da versare ai referenti di sede come da apposita email. Altresì l' Associazione A. D. G. I. ad adiuvandum si costituirà come parte interessata e qualificata, in rappresentanza di tutta la categoria. Qualora si voglia contribuire alle spese legali che ADGI sosterrà si potrà versare un contributo di 10 euro sul conto dell' Associazione dipendenti giudiziari Italiani ¬ agenzia unicredit città giudiziaria Roma iban : IT43W0200805099000104250145 causale: nome cognome contributo spese legali per giudizio corte costituzionale o indicare un diverso modo per il versamento. L' Associazione difende e tutela i diritti della categoria e al contempo ha bisogno che tutti i colleghi partecipino per rafforzare e rendere possibile l'attivazione delle proprie rivendicazioni. Vi vorremmo tutti uniti in questa azione, come già detto più volte, fondamentale per la nostra categoria.
Un caro saluto a tutti
Ad Maiora
Il Direttivo A.D.G.I.

COMUNICATO STAMPA A.D.G.I.
Il 12 aprile il Giudice del Tribunale del Lavoro di Roma, ha ritenuto non manifestamente infondato il ricorso proposto da un gruppo di dipendenti della giustizia in servizio presso le cancellerie e le segreterie giudiziarie sull’ordinamento in cui devono essere inquadrati, e ha investito della questione la Corte Costituzionale.
Nel ricorso il personale giudiziario ha proposto al Giudice del Lavoro di essere considerato come appartenente all’ORDINAMENTO GIUDIZIARIO. Per la peculiarità dell’attività svolta, per responsabilità personali e finalità istituzionali, affermano, il loro lavoro comporta necessariamente che la dipendenza del Ministero della Giustizia debba essere regolamentato con una normativa speciale di settore adeguata e coerente. Tale normativa servirebbe a disciplinare in termini chiari e definiti da un lato le qualifiche, i compiti, le responsabilità e i percorsi di carriera.
Il regime vigente da oltre un ventennio ha impedito, come attualmente impedisce, la congrua valorizzazione ed il riconoscimento in termini retributivi della specifica professionalità dai lavoratori della giustizia.
La privatizzazione del rapporto di lavoro, infatti, in grave pregiudizio degli interessi della categoria, ha illegittimamente e irragionevolmente determinato l’inammissibile omologazione economico/giuridica del personale giudiziario al personale meramente amministrativo del comparto ministeriale e ora al personale amministrativo del più ampio comparto delle funzioni centrali (CCNL 23.12.2017 triennio 2016/2018) che ha determinato e determina l’ingiusto appiattimento professionale ed economico della categoria.
Si tratta di una assimilazione irrazionale e forzosa a categorie di personale non omogeneo che è preclusa nell’intrinseco dalla natura della prestazione di lavoro. Mentre il personale giudiziario, concorre all’attuazione della funzione giurisdizionale, i lavoratori ai quali sono oggi assimilati sono addetti ad attività lavorative strettamente amministrative che concorrono all’attuazione della funzione esecutiva ben distinta da quella giurisdizionale.
La differenziazione ontologica della categoria del personale giudiziario è scolpita dall’appartenenza dei lavoratori della giustizia all’ordine giudiziario come stabilito dalla legge (R.D. 30.01.1941 n. 12) e dai tassativi precetti in materia sanciti dalla costituzione (art. 108 c.1 Cost.).
Le funzioni processuali, di esclusiva competenza del personale giudiziario, evidenziano che l’attività dispiegata presso le segreterie e cancellerie giudiziarie concorre all’attuazione della funzione giurisdizionale ovverosia all’applicazione del diritto al caso concreto.
I personale giudiziario, insomma, integra la funzione giurisdizionale esercitata dai magistrati con una serie di atti strutturalmente connessi alla concreta realizzazione della giurisdizione.
Per la connotazione istituzionale delle competenze e delle funzioni d’ufficio il personale delle cancellerie e segreterie giudiziarie possiede ed è titolare di proprio speciale “status” giuridico che lo distingue rispetto alla generalità dei pubblici dipendenti. Non solo: la legge 1196/1960 che regolamenta le carriere e le qualifiche del personale delle cancellerie e segreterie giudiziarie stabilisce nell’art.1 la distinzione del personale delle cancellerie e segreterie giudiziarie in carriera direttiva e di concetto, e soprattutto stabilisce che fa parte dell’ordinamento giudiziario.
Il Presidente ed il Direttivo dell'A. D. G. I. - Associazione Dipendenti Giudiziari Italiani – condividono la soddisfazione dei colleghi che, credendo fermamente nella specificità del proprio operato, hanno proposto il ricorso al giudice del lavoro ed oggi hanno conseguito quello che, per ora, risulta essere solo un primo importante traguardo.
La Corte Costituzionale è stata finalmente investita di una questione che da anni veniva sollevata dal personale interessato: valutare la costituzionalità della privatizzazione del rapporto di lavoro del personale delle segreterie e cancellerie giudiziarie, personale che quotidianamente collabora e supporta il magistrato nell'esercizio della funzione giurisdizionale.
Confidando nell’accoglimento da parte della Corte Costituzionale della sollevata eccezione ci auguriamo che quanto riportato nell'ordinanza del giudice del lavoro segni un cambio di passo per il personale giudiziario e che le risorse del recovery fund siano destinate al settore Giustizia in un recovery plan che valorizzi il personale giudiziario, gruppo strategico per lo Stato, per il raggiungimento di obiettivi e di risultati efficienti per la domanda di giustizia avanzata dai cittadini.

 
Al Ministro della Giustizia Marta Cartabia
Gent.le Ministro Cartabia,
scrivo in nome e per conto dell’Associazione Dipendenti Giudiziari Italiani per darLe il benvenuto e per intraprendere con Lei un percorso di conoscenza, di confronto, sempre nell’ottica di una fattiva collaborazione che fin da ora mettiamo a Sua disposizione.
L' Associazione Dipendenti Giudiziari Italiani A.D.G.I., organismo costituito nel marzo 2016 per gli interessi dei dipendenti del Dipartimento dell'Organizzazione Giudiziaria, é regolarmente registrata, accreditata all'ARAN e alla Funzione Pubblica. Nasce per tutelare i diritti del personale giudiziario, creare i presupposti per una crescita professionale ed economica adeguata alla specificità del lavoro svolto, essendo il personale giudiziario un gruppo strategico per lo Stato e per la Giustizia, ambivalente sia per la funzione di completamento della giurisdizione, funzione imprescindibile per l’attuazione concreta esterna dell’azione giudiziaria, che per quelle di carattere economico, stante le ingenti somme incamerate quotidianamente e versate nelle casse dello Stato.
Con rammarico però dobbiamo evidenziarLe che la professionalità del personale giudiziario, maturata nella pesante quotidianità degli uffici, non è affatto valorizzata e ciò per tutti i profili professionali, inoltre è considerata, nell’ambito di una legittima pretesa di crescita professionale, in modo disparitario rispetto al resto del personale della PA.
L'emergenza epidemiologica, in cui attualmente versa il nostro Paese, ha evidenziato ancor di più il ruolo specifico e speciale del personale giudiziario che presta un servizio di pubblica utilità, sempre in presenza, essenziale ed indifferibile, proprio dell’attività giudiziaria.
Per quanto sopra scritto siamo a chiederLe di intervenire presso gli organi preposti al fine di permettere l’inserimento del personale giudiziario nella fase 2 del piano di vaccinazioni per la prevenzione del COVID 19. Attualmente è prevista la somministrazione del vaccino in via prioritaria solo al personale delle forze dell’ordine, della penitenziaria e della scuola, sebbene già molti Procuratori Generali e Presidenti di Corte di Appello, riconoscendo tale essenzialità, abbiano richiesto, ed in alcune regioni ottenuto, l’inserimento del personale giudiziario e dei magistrati nel sopradetto piano.
“Il settore Giustizia è fondamentale per lo Stato” come ben ha precisato il Presidente del Consiglio Draghi nel suo discorso inaugurale. Auspichiamo che tale richiamo diventi consapevolezza per chi deve intervenire e assicurare che il sistema Giustizia funzioni in termini effettivi e qualificanti, dando al personale giudiziario il giusto collocamento all’interno del settore e mettendo in primo piano la sicurezza e la salute di chi vi opera.
L’ Associazione è pronta a collaborare al fine di individuare soluzioni che permettano di risolvere criticità lavorative. A tal fine sono stati presentati già due progetti al precedente capo di gabinetto, finalizzati anche ad un notevole risparmio di spesa, ma che ad oggi non hanno avuto seguito.
Riservandoci di inviarLe ulteriore lettera che illustra lo stato degli Uffici Giudiziari Italiani e del personale giudiziario, già inviata al Suo predecessore, auspicando la possibilità a breve di un incontro, Le auguriamo un fruttuoso lavoro e Le porgiamo distinti saluti.
Roma 26 febbraio 2021
Il Presidente A.D.G.I.
Mariacristina Marcone

 
Il Presidente ed il Direttivo dell'A. D. G. I. - Associazione Dipendenti Giudiziari Italiani - condividono la soddisfazione dei colleghi che, credendo fermamente nella specificità del proprio operato, hanno proposto il ricorso al giudice del lavoro ed oggi hanno conseguito quello che, per ora, risulta essere solo un primo importante traguardo.
La Corte Costituzionale è stata finalmente investita di una questione che da anni veniva sollevata dal personale interessato: valutare la costituzionalità della privatizzazione del rapporto di lavoro del personale delle segreterie e cancellerie giudiziarie, personale che quotidianamente collabora e supporta il magistrato nell'esercizio della funzione giurisdizionale.
damiani

 

 

STATUTO  dell'“Associazione Dipendenti Giudiziari  Italiani” , in sigla “A.D.G.I.”

Art. 1)

Costituzione e Oggetto: E’ costituita l’Associazione denominata “Associazione Dipendenti Giudiziari  Italiani” , in sigla “A.D.G.I.”, con sede in Roma; essa è retta dal presente Statuto e dalle vigenti norme di legge in materia ed ha carattere nazionale.

L’associazione è rappresentata dal logo che segue:

02 logo 2 prova

    • Il logo e’ unico per tutte le eventuali articolazioni territoriali, che possono indicarne in calce la propria ubicazione
    • I colori sociali sono: azzurro e verde
    • La denominazione dell’associazione ed il proprio logo sono riservati a tutti gli effetti di Legge e non potranno essere utilizzati senza l’autorizzazione scritta del Consiglio Direttivo.

Art. 2)

Durata

L'associazione ha durata illimitata.

Art. 3)

Oggetto e scopo.

L’organismo è un'associazione di rappresentanza senza fini di lucro, sindacale, ed opera senza discriminazione di nazionalità, carattere politico e religioso, aperta all'adesione dei dipendenti appartenenti ad ogni profilo professionale del Dipartimento dell' Organizzazione Giudiziaria del Ministero della Giustizia, siano essi in servizio o collocati in pensione.

Essa si propone di promuovere tutte quelle azioni volte al riconoscimento dei diritti dei lavoratori giudiziari nonché al miglioramento sia economico che professionale dell’attività lavorativa dei medesimi;

inoltre, con veste giuridica, ha lo scopo di difendere “in proprio” presso il Ministero e/o altre Istituzioni i diritti dei dipendenti inerenti le questioni che li riguardano direttamente, in primis la tutela e la difesa della specificità del ruolo rivestito dal personale giudiziario ed il perseguimento delle pari opportunità rispetto, non solo al restante personale della P.A., ma anche a quello degli altri Dipartimenti interni allo stesso Dicastero della Giustizia.

L'associazione è costituita principalmente come centro di aggregazione, conoscenza, incontro e confronto tra i soggetti interessati ed accomunati dai fini  associativi.

Per la realizzazione dei propri fini, l'associazione utilizza tutti i possibili mezzi di comunicazione e di espressione, promuovendo, svolgendo e perseguendo, anche in collaborazione con altri enti, le seguenti attività, la cui elencazione è da considerarsi indicativa e non esaustiva:

      • istituire e gestire attività di orientamento, ricerca, sperimentazione, supporto e informazione all'attività degli associati
      • realizzare iniziative formative e di aggiornamento professionale
      •  assumere e sostenere ogni iniziativa legislativa e regolamentare ritenuta utile all'attività svolta dagli associati
      • promuovere studi, conferenze, seminari, dibattiti, inchieste, sondaggi, ricerche e, in generale, ed anche, possibilmente, attività culturali che siano di interesse degli associati, curando anche la pubblicazione di testi e manuali
      • realizzare e pubblicare periodici (esclusi i quotidiani), cd-rom, prodotti editoriali elettronici, pubblicazioni comunque connesse agli scopi della associazione, creare collegamenti a reti telematiche, realizzare siti internet, creare reti di comunicazione tra soggetti con simili finalità
      • creare sinergie tra gli associati nello svolgimento delle rispettive attività, ferma la responsabilità dei singoli con riferimento agli incarichi ricevuti
      • sensibilizzare gli organi interessati, tra i quali primariamente gli Uffici Giudiziari e il Ministero della Giustizia  affinché siano tutelati gli interessi e risolti i problemi relativi alle attività svolte dagli associati
      • individuare e promuovere soluzioni che valorizzino e tutelino la meritocrazia professionale dei dipendenti giudiziari
      • raccogliere in un progetto organico, fondato su principi di solidarietà e di giustizia sociale, le aspirazioni, i bisogni, le domande che nascono dalle istanze di base dei lavoratori giudiziari

Per lo svolgimento delle specifiche attività, l'associazione può avvalersi della collaborazione di altre associazioni, enti similari, università, istituti di ricerca, enti pubblici e privati, secondo le modalità da stabilirsi in apposite convenzioni; potrà partecipare a gare e concorsi, richiedendo, eventualmente, finanziamenti, anche agevolati; potranno essere istituite organizzazioni territoriali che, attenendosi alle linee e scopi indicati nel presente Statuto, si occuperanno di problematiche attinenti il singolo territorio.

Per il raggiungimento dei suoi obiettivi l’associazione potrà avvalersi dei finanziamenti di enti pubblici o privati; essa, inoltre, può promuovere azioni di mobilitazione nell’interesse della categoria  atte al raggiungimento degli scopi dell’associazione stessa.

Le attività di cui sopra sono svolte dall’Associazione prevalentemente tramite le prestazioni fornite dai propri aderenti.

Art. 4)

Il numero dei Soci è illimitato.

enti e pensionati giudiziari e prevalentemente in linea con l’oggetto del presente Statuto; tutti i Soci godono, al momento dell’ammissione, del diritto di partecipazione alle Assemblee Sociali. La qualifica di Socio dà diritto a frequentare eventuali sedi secondarie e tutte le manifestazioni deliberate.


Art. 5)

Per essere ammessi a Socio è necessario presentare formale domanda su apposito modulo di ammissione,  dichiarando di attenersi al presente statuto ed alle deliberazioni degli Organi Sociali, conferendo delega per tutte le comunicazioni eventualmente necessarie ai sensi di legge e/o richieste dal Ministero della Giustizia.

Art. 6)

Nel caso la domanda venga respinta, l’interessato potrà presentare ricorso all’Assemblea ordinaria che si pronuncia in via definitiva. Le dimissioni da Socio vanno presentate per iscritto al Presidente. Sono soci tutti coloro che partecipano alle attività sociali dell’Associazione, previa adesione alla stessa. Lo status di associato non crea altri diritti di partecipazione e, segnatamente, non crea quote indivise di partecipazione trasmissibili a terzi, né per successione a titolo particolare né per successione a titolo universale, né per atto tra vivi, né a causa di morte.

Art. 7)

I Soci sono tenuti:

    • al pagamento della quota di adesione, necessaria per la realizzazione delle attività organizzate potendo così contribuire al finanziamento vitale delle attività stesse;
    • all’osservanza dello statuto, degli eventuali regolamenti interni e delle deliberazioni prese dagli Organi Sociali, comprese eventuali integrazioni della cassa sociale attraverso versamenti di quote e contributi associativi straordinari.

Art. 8)

Le somme versate non sono rimborsabili in nessun caso.

Art. 9)

I Soci cessano di appartenere all’Associazione nei seguenti casi:

      • dimissioni volontarie;
      • quando non ottemperino alle disposizioni del presente statuto, ai regolamenti interni o alle deliberazioni prese dagli organi sociali;
      • quando si rendono morosi nel pagamento della quota sociale senza giustificato motivo;
      • radiazione deliberata dall’Assemblea a maggioranza assoluta dei componenti, pronunciata contro il Socio che commette azioni ritenute disonorevoli entro e fuori dell’Associazione o che, con la sua condotta, costituisce ostacolo al buon andamento del sodalizio o alla destabilizzazione della vita associativa;
      • quando, in qualunque modo arrechino danni morali o materiali all’Associazione.

L’Associato radiato non può essere più riammesso ad eccezione dei Soci radiati per morosità, i quali potranno, dietro domanda, essere riammessi pagando una nuova quota di iscrizione.

Tale riammissione in ogni caso sarà deliberata dalla prima assemblea dei Soci.


Art. 10)

Categorie di associati.

Gli associati si distinguono in:

      • Fondatori, indicati nell'atto costitutivo e che lo hanno sottoscritto
      • Costitutivi, i quali hanno aderito all’associazione all’atto della sua costituzione
      • Ordinari, tutti coloro che si riconoscono nei fini dell’Associazione e che sono disposti ad operare attivamente per il raggiungimento degli scopi istituzionali.
      • Onorari, i quali per riconosciuti meriti siano ammessi all'associazione dai fondatori, non essendo tenuti a corrispondere la quota associativa e non avendo diritto di voto in Assemblea.

Tutti gli associati, ad eccezione degli onorari o di coloro che risultano sospesi dallo status di socio, hanno diritto di voto in Assemblea, purché risultino in regola con il pagamento di ogni somma a qualsiasi titolo dovuta all'associazione.

Art. 11)

Organi dell'associazione.

Sono organi dell'associazione:

      • l'Assemblea degli associati
      • il Consiglio Direttivo
      • il Presidente
      • il Vice Presidente
      • il Segretario
      • il Tesoriere  

Art. 12)

Assemblea
Le Assemblee dei Soci possono essere ordinarie e straordinarie.

L’Assemblea Ordinaria viene convocata dal Presidente  ogni qualvolta se ne reputi la necessità ovvero quando ne facciano richiesta per iscritto almeno un terzo degli associati o la metà dei membri del Consiglio Direttivo.

Nella richiesta di convocazione devono essere indicate le materie da trattare e le eventuali proposte che si intendono sottoporre all'Assemblea e per la delibera di quanto sotto esposto:

      • approvazione le linee generali del programma di attività per l’anno sociale;
      • elezione del Consiglio Direttivo;
      • approvazione del rendiconto economico/finanziario consuntivo e l’eventuale preventivo; approvazione degli stanziamenti per iniziative previste dal presente statuto.

La convocazione dell’assemblea ordinaria avverrà minimo 8 giorni prima mediante comunicazione agli associati.

L’Assemblea deve essere convocata obbligatoriamente almeno una volta all’anno:

      • per l’approvazione del rendiconto economico e finanziario
      • per la discussione sull’attività svolta e per la programmazione delle attività future.

L'Assemblea può essere convocata sia presso la sede dell'associazione sia altrove.

L'avviso di convocazione dell'Assemblea, da inviare con un preavviso di almeno 10 (dieci) giorni rispetto alla data fissata per la riunione, può essere redatto su qualsiasi supporto (cartaceo o magnetico) e può essere spedito agli associati con qualsiasi sistema di comunicazione (compresi il telefax, posta elettronica, whatsapp societario, Messenger societario, e viber societario).

Copia dell'avviso di convocazione è altresì affisso presso gli uffici dell'associazione.

Spetta all’Assemblea deliberare in merito all’eventuale modifica dello Statuto e dei regolamenti e alla nomina del Consiglio Direttivo.

Art. 13)

L’Assemblea Straordinaria è convocata:

tutte le volte che il Consiglio, a maggioranza, lo reputi necessario;

L’Assemblea dovrà avere luogo entro 20 giorni dalla data in cui viene richiesta.

Art. 14)

Convocazioni Assemblea

In prima convocazione l’Assemblea, sia ordinaria che straordinaria, è regolarmente costituita con la presenza di metà più uno dei Soci; in seconda convocazione l’Assemblea, sia ordinaria che straordinaria, è regolarmente costituita qualunque sia il numero degli intervenuti.

Art. 15)

Rappresentanza all'Assemblea.

La rappresentanza in Assemblea deve essere conferita con delega scritta e firmata, consegnata al delegato anche mediante telefax o posta elettronica. La delega non può essere conferita che per una sola Assemblea e non può essere rilasciata in bianco. Il rappresentante può farsi sostituire solo da chi sia espressamente indicato come sostituto nella delega. Un unico soggetto non può in ogni caso rappresentare in Assemblea più di cinque associati.

Art. 16)

Presidenza dell'Assemblea.

La presidenza dell'Assemblea spetta al Presidente ovvero a chi abbia facoltà di sostituirlo secondo le previsione del presente statuto.

In via subordinata l'Assemblea designa come Presidente, a maggioranza semplice dei presenti, uno qualsiasi degli intervenuti.

Il presidente dell'Assemblea è assistito dal Segretario ovvero, in caso di sua assenza o impedimento, da un associato che svolga funzioni di segretario designato dall'Assemblea a maggioranza semplice dei presenti.

Il presidente dell'assemblea verifica la regolarità della costituzione dell'Assemblea, accerta l'identità e la legittimazione dei presenti, regola il suo svolgimento e accerta i risultati delle votazioni, firma il verbale delle adunanze.

Art. 17)

Quorum decisionali dell'Assemblea.

L'Assemblea delibera in 1a e in 2a convocazione con la maggioranza degli associati presenti.

Le modifiche statutarie e lo scioglimento dell'associazione devono essere in ogni caso deliberati con il voto favorevole di almeno due terzi degli associati presenti.

Art. 18)

Il Presidente.

Il Presidente è il legale rappresentante dell'associazione.

Il Presidente ha la responsabilità generale della conduzione e del buon andamento degli affari sociali.

Al Presidente spetta la firma degli atti sociali che impegnano l’Associazione sia nei riguardi dei Soci che dei terzi.

Il Presidente deve dare esecuzione ai deliberati dell’Assemblea sociale, inoltre, convoca le Assemblee e il Consiglio Direttivo e ne presiede le adunanze firmando le relative deliberazioni; firma il rendiconto corredato dalla relazione annuale e il conto preventivo predisposti dal Consiglio Direttivo e vista di regola la corrispondenza.

 In caso di sua assenza o impedimento, le funzioni del Presidente sono esercitate dal Vice Presidente ovvero, in caso di assenza o impedimento anche di quest'ultimo, dal membro del Consiglio Direttivo che risulti associato ininterrottamente da maggior tempo o, in via subordinata, dal Consigliere più anziano.

In caso di morte o dimissioni del Presidente prima della scadenza del mandato, le sue funzioni, limitate tuttavia all'ordinaria amministrazione, sono esercitate dal Vice Presidente fino alla nomina del nuovo Presidente.

Il Presidente è rieleggibile.

In caso il Presidente sia impedito per qualsiasi causa all’esercizio delle proprie funzioni, lo stesso viene sostituito dal Vicepresidente in ogni sua attribuzione.

Art.  19)

Il Consiglio Direttivo.

Il Consiglio Direttivo ha il compito di realizzare gli scopi associativi.

In particolare, e senza che la seguente elencazione debba intendersi limitativa, ha le seguenti attribuzioni, facoltà e funzioni:

  • delega proprie attribuzioni ad uno o più Consiglieri, fermo restando che gli incarichi eventualmente affidati sono svolti in collaborazione con il Presidente
  • adotta qualsiasi iniziativa volta a dare la migliore organizzazione alla vita associativa, ivi incluso quella di emanare regolamenti nel rispetto dei principi ispiratori del presente statuto
  • assume tutte le deliberazioni occorrenti per l'amministrazione dell'associazione, incluse quelle relative alla stipula e scioglimento di contratti di lavoro e di collaborazione
  • redige il rendiconto corredato dalla relazione annuale e il conto preventivo - determina l'importo delle quote associative, fissandone modalità e termini di pagamento
  • applica le sanzioni disciplinari delibera in ordine all'ammissione di nuovi associati.

Il Consiglio Direttivo è eletto dall'Assemblea tra gli associati ogni 3 (tre) anni ed è composto, previa determinazione da parte dell'Assemblea del numero, da un minimo di 5 (cinque) ad un massimo di 15 (quindici) membri, oltre i Consiglieri onorari eventualmente nominati.

Il primo Consiglio Direttivo in carica e’ composto da 7 membri individuati tra i  Soci Fondatori e dura in carica 1 anno.

Sono nominabili membri del Consiglio Direttivo gli associati che risultino tali da almeno 3 (tre) anni a decorrere dalla data nella quale è stata deliberata la loro ammissione, in ogni caso  il  Consiglio Direttivo , per garantire la continuità delle linee programmatiche statuarie, dovrà essere composto per almeno due terzi dai soci fondatori. 

I Consiglieri sono rieleggibili.

Ove cessino dalla carica uno o più membri del Consiglio Direttivo (ad esempio per dimissioni) gli altri devono provvedere a nominarne in sostituzione, purché la maggioranza sia sempre costituita da membri nominati dall'Assemblea.

Ove cessi dalla carica la maggioranza dei Consiglieri, l'Assemblea deve provvedere alla sostituzione dei membri cessati; i soggetti nominati in sostituzione di quelli cessati decadono insieme con quelli in carica all'atto della loro nomina.

Ai membri del Consiglio Direttivo spetta il rimborso delle spese eventualmente sopportate per ragioni del loro ufficio.

  • Art. 20)

Adunanze del Consiglio Direttivo.

      • Il Consiglio Direttivo si raduna, sia nella sede dell'associazione, sia altrove, anche in teleconferenza tutte le volte che il Presidente lo giudichi opportuno o quando ne sia fatta richiesta scritta da almeno un terzo dei suoi membri. Il Consiglio Direttivo viene convocato dal Presidente con avviso da spedirsi almeno 3 (tre) giorni prima dell'adunanza a ciascun membro.
      • L'avviso può essere redatto su qualsiasi supporto (cartaceo o magnetico) e può essere spedito con qualsiasi sistema di comunicazione (compresi il telefax e la posta elettronica).
      • Qualsiasi convocazione del Consiglio dovrà in ogni caso contenere l'elencazione delle materie da trattare.
      • Il Consiglio Direttivo è validamente costituito e atto a deliberare qualora sia presente la maggioranza dei membri del consiglio stesso.
      • Le deliberazioni sono adottate con il voto favorevole della maggioranza dei membri presenti; il membro astenuto si considera presente alla votazione. In caso di parità, il voto del Presidente vale doppio. 
      • Il voto non può essere dato per rappresentanza né per corrispondenza. Le riunioni del Consiglio sono presiedute dal Presidente ovvero da chi abbia facoltà di sostituirlo secondo le previsione del presente statuto.
      • Il verbale delle adunanze e delle deliberazioni del Consiglio Direttivo deve essere tempestivamente redatto ed è sottoscritto dal Presidente e dal segretario.
      • Le riunioni del Consiglio Direttivo possono svolgersi anche con gli intervenuti dislocati in più luoghi, contigui o distanti, audio/video collegati. Alle riunioni del Consiglio Direttivo possono partecipare, se invitati dal Presidente, rappresentanti dell’articolazione territoriale di competenza.
      • In relazione a problematiche di natura locale il Consiglio Direttivo delibera con la presenza obbligatoria del rappresentante delle eventuali articolazioni territoriale di competenza con diritto di voto.
      • Il Consigliere che risulti in conflitto d'interessi non può esercitare il diritto di voto.
      •   Rappresentanza dell'associazione.
      • La rappresentanza dell'associazione di fronte ai terzi e anche in giudizio, con facoltà di agire in qualsiasi sede e grado di giurisdizione, anche sovrannazionale o internazionale e pure per giudizi di revocazione e di cassazione e di nominare all'uopo avvocati e procuratori alle liti, spetta al Presidente.
      • Il Consiglio Direttivo può nominare procuratori speciali e può pure deliberare che l'uso della firma associativa sia conferito, sia congiuntamente che disgiuntamente, per determinati atti o categorie di atti, a propri membri.

Art. 22)

Il Vice Presidente.

Il Vice Presidente coadiuva il Presidente nell'espletamento delle sue funzioni e lo sostituisce nei casi e nei modi previsti dallo statuto e da eventuali regolamenti assunti dal Consiglio Direttivo.

Art. 23)

Il Segretario.

Il Segretario collabora con il Presidente e cura l'esecuzione delle decisioni del Consiglio Direttivo, redige i verbali delle Assemblee e delle riunioni del Consiglio Direttivo ed ha la responsabilità di fare osservare la disciplina interna all'associazione, anche nei riguardi del personale dipendente.

 Art. 24)

Il Tesoriere.

Il Tesoriere tiene la contabilità dell'associazione, incassa le entrate ed esegue i pagamenti secondo la direttive del Consiglio Direttivo.

Art. 25)

Prestazioni degli associati.

Le prestazioni degli associati in favore dell'associazione per il perseguimento delle sue finalità sono fornite a titolo gratuito.

Potranno essere rimborsate le spese vive documentate sostenute nell'espletamento di specifici incarichi conferiti agli associati dal Consiglio Direttivo.

Art. 26)

Procedimenti e sanzioni disciplinari. 

L'associato che operi contravvenendo ai principi ispiratori dell'attività dell'associazione ed alle previsioni statutarie ovvero regolamentari, ovvero compia gravi violazioni delle normative applicabili, è passibile dei seguenti provvedimenti assunti dal Consiglio Direttivo: richiamo scritto, censura, sospensione dall'associazione, revoca dalle cariche associative, espulsione.

Nessuno può essere sottoposto a sanzione disciplinare senza una previa e specifica contestazione scritta degli addebiti.

L'atto con il quale si comunicano gli addebiti deve contenere l'invito a far pervenire al Consiglio Direttivo entro 15 (quindici) giorni le deduzioni scritte dell'interessato ovvero la richiesta di essere ascoltato personalmente.

Ogni decisione del Consiglio Direttivo in materia disciplinare deve essere comunicata per iscritto agli interessati.

Il Consiglio Direttivo, nei casi di particolare gravità, può ordinare la provvisoria esecuzione della decisione e/o procedere, assunte sommarie informazioni, alla sospensione cautelare dell'interessato.

Art. 27)

Articolazioni territoriali.

Il Consiglio Direttivo, al fine di perseguire le finalità dell'associazione e per realizzare l'obiettivo di essere fisicamente presente nel territorio, potrà istituire sezioni decentrate dell'associazione a livello territoriale al fine di : collaborare con gli enti locali e le altre istituzioni pubbliche e private per il conseguimento dei fini dell'associazione curare l'attività di assistenza e consulenza.

Art. 28)

Risorse economiche.

Per lo svolgimento delle proprie attività e per il suo funzionamento l'associazione trae le necessarie risorse economiche da:

      • quote e contributi degli associati
      • erogazioni liberali degli associati e di terzi
      • contributi di Organismi Internazionali, dell'Unione Europea, dello Stato, degli Enti Locali, di enti o istituzioni pubbliche anche finalizzati al sostegno di specifici e documentati programmi realizzati e da realizzarsi nell'ambito dei fini statutari
      • eredità, donazioni e legati.

Art. 29)

Patrimonio sociale

Il patrimonio sociale è indivisibile ed è costituito:

      • dal patrimonio mobiliare ed immobiliare di proprietà dell’Associazione;
      • dai contributi di enti ed associazioni, erogazioni, donazioni, lasciti diversi, quote e contributi associativi.

All’Associazione è vietato distribuire anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione comunque denominati, nonché fondi, riserve o capitale durante la vita dell’Associazione stessa.

Art. 30)

Scioglimento.

In caso di scioglimento per qualunque causa, il patrimonio dell'associazione è devoluto ad altra associazione con finalità analoga, salvo diversa destinazione imposta dalla legge.

DISPOSIZIONI FINALI

Art. 31)

Norme di rinvio.

Per tutto quanto non è previsto dal presente statuto si fa rinvio alle norme di legge ed ai principi generali dell’ordinamento giuridico italiano, alle leggi speciali sulle associazioni.

Letto, confermato e sottoscritto in Roma, lì 9/03/2016.

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